Davvero

Trattasi del mio secondo disco auto prodotto. Il titolo “Davvero”, oltre ad essere il titolo della canzone che apre il disco, vuole esprimere la sincerità oltre che la genuinità delle canzoni del disco stesso. Esso racchiude riflessioni, sospese tra introspezione e ironia, su di me, la società e sulle mie esperienze individuali.

Davvero

Trattasi del mio secondo disco auto prodotto. Il titolo “Davvero”, oltre ad essere il titolo della canzone che apre il disco, vuole esprimere la sincerità oltre che la genuinità delle canzoni del disco stesso. Esso racchiude riflessioni, sospese tra introspezione e ironia, su di me, la società e sulle mie esperienze individuali.

Esso ha anche una sorta di “mood” che collega tutte le canzoni, ovvero il passaggio improvviso dall’estate all’autunno inteso metaforicamente come passaggio, altrettanto improvviso e talvolta traumatico, dall’adolescenza all’età adulta, con tutte le difficoltà e gli scompensi che questo comporta. D’altra parte, cosi come nell’ep precedente (“Infinito”)affermavo che non ci poteva essere nessuna verità assoluta afferrabile e che l’infinito (sia esso inteso come spazio, tempo o in senso filosofico/ spirituale) non si può trovare che dentro di noi e nella nostra individualità, in questo disco vorrei affermare quanto tutto sia estremamente complesso, precario e a tratti assurdo, ragion per cui la felicità è destinata a rimanere un mistero. Un mistero che, seppure inscrutabile, tutto sommato vale la pena di essere vissuto fino in fondo.

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Titoli

  • Davvero
  • Senza sole
  • Dimmi tu
  • Agosto
  • Giovane per sempre
  • La canzone del nulla
  • Le donne
  • Settembre
  • Come un impero
  • Devi amarmi
  • Sospesi
  • Se ti convincerai
  • Per non dimenticare
  • Pierrot
  • Buonanotte

Crediti

  • Antonio Clemente: Voce
  • Manuel Perasso: chitarre e tastiere;
  • Giovanni Sanguineti: basso;
  • Alice Nappi: violino;
  • Mario Vasa: batteria e percussioni;
  • Stefano Lucchesi: batteria.
  • Mirko Onofrio: clarinetto e flauto traverso in “Le donne”;
  • Fabio Biale: violino in “Davvero”;
  • Matteo Nahum: chitarra classica in “Senza sole”;
  • Andrea Massone: chitarra elettrica in “Le donne”;
  • Fabrizio Zingaro: pianoforte in “Le donne” e “Pierrot”;
  • Paolo Magnani: chitarra elettrica e armonica in “Giovane per sempre”;
  • Andrea Carozzo: fisarmonica in “Sospesi”.
  • Zazza Esposito: “Non mollare mai!” in “Dimmi tu”.

Produzione

  • Testi e musiche di Antonio Clemente
  • Registrato e mixato a Genova e Carasco (GE) da Manuel Perasso e Andrea Carozzo tra luglio e novembre 2012.
  • Mastering : Sage Audio Studios, Nashville (USA)
  • Prodotto da Antonio Clemente 2013.

A due anni da “Infinito” ecco il secondo album di Antonio Clemente a confermare la felice vena compositiva del cantautore di Castelvetrano. Nato nel 1982, sin da bambino il nostro manifesta spiccate inclinazioni artistiche che si concretizzano durante l’adolescenza in incursioni sempre più profonde negli universi della pittura, della poesia e della musica. A 18 anni inizia a suonare la chitarra, musicando dapprima alcune sue poesie per poi passare alla composizione delle sue prime vere canzoni influenzate certo dai grandi cantautori italiani, ma anche dai Beatles e dal pop-rock in genere…Clicca qui per la recensione completa.

Maurizio Galasso

Giornalista, www.distorsioni.net

Antonio Clemente era già stato ospite delle pagine virtuali del nostro sito con il suo bellissimo “Infinito”, un mini-album nel quale dava già prova di un songwriting ricco di maturità, intelligente e pieno di classe.

Da allora, ne è passata di acqua sotto i ponti: il cantautore, pittore e poeta siciliano, dopo essersi concesso una trasferta in terra ligure e aver conosciuto quella Genova che tanto ha dato alla storia della Musica d’Autore (con le maiuscole del caso) è ritornato all’isola natia e ci propone adesso un album completo, fatto di 15 tracce se possibile ancora più intense e mature di quelle che avevamo già conosciuto.

Sembra strano, ma l’ambiente e il clima fanno tanto al cuore delle persone: tanto la Liguria quanto la Sicilia si affacciano sul Mediterraneo (del precedente disco…), e tantissimo hanno in comune, eppure si sente che i due dischi sono cresciuti a oltre 1.000 km di distanza. Nei ricordi d’infanzia, nei vicoli (o caruggi?), nei sapori dell’album che avevamo conosciuto, si toccava con mano quel mix di malinconia, nostalgia e rabbia, tutto tipicamente genovese, che il nostro cantautore aveva fatto pienamente suo, come se ci fosse nato e cresciuto. In questo nuovo “Davvero” troviamo invece quel calore, quella fiducia nel domani nonostante tutto, che sono invece molto più siculi.

Una gioia che culmina nella conclusiva Buonanotte, dove sembra di ascoltare un De Gregori più positivo rispetto ai suoi standard che canta sul jazz scanzonato del Paolo Conte di Bartali. Anche se “resta un mistero, la felicità”, come canta Clemente nella title-track, la voglia di inseguirla qui si sente forte. I sapori della Liguria riemergono nella triste Senza Sole (forse un ultimo omaggio a Genova?), la cui introduzione chitarristica è a dir poco da brividi. Mentre in Dimmi tu e in Giovane per sempre ritroviamo quel sound tra country e intrecci jingle-jungle che avevamo apprezzato nella opener del precedente album. Agosto è un quadro perfetto: ogni strofa è un paesaggio estivo fatto e finito, chiudendo gli occhi e ascoltando le parole si vedono quelle marine che “l’altro” Clemente, cioè il nostro cantautore nella sua veste di pittore, sa rendere con maestria.

Concludendo: se con “Infinito” avevamo fiutato la possibilità di qualcosa di deflagrante, questo “Davvero” ci dimostra, come dice il titolo stesso, quanto vale Antonio Clemente per davvero. 15 tracce che ci fanno capire che questo artista merita la sua giusta visibilità nell’Olimpo dei Grandi indiscussi del nuovo cantautorato italiano.

Alberto Sgarlato

Giornalista, www.distorsioni.net

Contattami qui oppure : clemente.cantautore@gmail.com

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